E’ molto emozionante accostarsi alle opere di Anselma Ferrari, la cui produzione scultorea, come già quella della pittura e delle incisioni, segue un percorso tutto personale di comunicazione. Finalmente abbiamo delle forme compiute di terracotta che ci trasportano in un mondo a metà tra il reale e l’irreale, ma in chiave evocativa di lirismo sognante, di commozione primordiale.

Andreina Daolio
Nella versione pittorica di un mondo incantato, la pittrice ha saputo far rivivere ma magia del femminismo con la solidità dell’impianto compositivo, la semplicità delle forme, la purezza del colore. Fa vibrare il senso misterioso della vita, l’incontro e l’inquietudine dei personaggi dall’espressione attonita in una ben circoscritta spazialità.

Alfredo Gianolio
La fantasia della Ferrari non è mai fine a sé stessa, ma giocata infantilmente, quasi con ingenuità, sembra un sogno ritrovato, finito misteriosamente nelle parti ignote e meno esplorate della nostra emotività; I silenzi dei personaggi, le lor fissità, svelano la trepidazione per qualcosa da conquistare giorno per giorno.

Nino Romano (da “Prospettive d’Arte")
Nelle figure femminili di Anselma Ferrari esplode un’apparente sensualità che prelude la magica atmosfera spirituale di un Io profondo.

Pina Andronico Tosonotto